Raccolta bibliografica sull'informazione

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Alle nuove prospettive per l'informazione ha aggiunto le sue postille Marco Formento e contribuito Pier Luca Santoro sottolineando la centralità del sistema di distribuzione fisico dei giornali in Italia. L'immagine emergente è che la rete ha cambiato tutto e che i nuovi modelli emergenti anche quando sono basati sull'economia monetaria possono farcela soltanto ponendosi al servizio dell'ecosistema dell'informazione e non più contando sulle posizioni acquisite. La moltiplicazione dei modelli è una tendenza precisa della rete. Gli editori possono imparare a muoversi in sincronia se imparano a fare ricerca. (Il riassunto è insufficiente: sarebbe meglio dare un'occhiata ai post originali linkati...).

Ci stiamo avvicinando al Festival del Giornalismo. E per dare un contributo costruttivo, si potrebbe fare una raccolta di link, risorse, podcast, segnalazioni di libri e altro materiale utile per una bibliografia sul citizen journalism, il pubblico attivo e l'informazione partecipata:
- testi di riferimento
- idee guida
- blog di esperti
- siti di centri di ricerca
- analisi
- soluzioni di qualità
- casi esemplari di inchieste partecipate
- dibattiti

Ecco le primissime risposte:

Servono nuovi modelli di organizzazzione dell'informazione on-line. Più democratici, più trasparenti, più equi e soprattutto remunerativi! Per questo nascehttp://www.net1news.org
Ciao Luca


"MIRANO Community Network" - Laboratorio per l'informazione iperlocale:http://40xmirano.ning.com

Per quanto possa essere una segnalazione di nicchia, ci provo. Avrei il piacere di suggerire la lettura di alcuni blog in italiano in cui si scrive e si invita a riflettere su quello che accade nella blogosfera e nella società civile cinese.

Ivan Franceschini (da Pechino) 
http://appunticinesi.blogspot.com/
http://appunticinesi.blog.unita.it

Tommaso Facchin
http://caracina.wordpress.com/

alcuni casi su bologna:

1) social network di ecologisti bolognesi http://recobo.ning.com

2) quotidiano collettivo online, con assemblee di redazione aperte al pubblico
http://www.zic.it/chi-siamo

qui c'è molta altra roba, anche in regione, volendo si potrebbe pensare a un report su tutta l'emila-romagna. se ti interessa mandami una mai che ne parliamo un attimo

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Storie di Milano città: http://www.giambellinotolstoi.it

ciao luca. Ti segnalo il mio blog: http://invisibile.135.it/
- Nasce nel 2002 con l’obiettivo di produrre, selezionare e diffondere informazione e comunicazione indipendente -

Secondo me questo pezzo del LA Times è un buon punto di partenza, è una ricerca più che altro che quoto in un post dopo.

http://www.latimes.com/business/la-fi-ct-newspapers11-2010jan11,0,2396176.story

Etico, Eco, Bio, Sostenibile: temi inflazionati a parole almeno quanto l'ipegno è disatteso nei fatti. Cerchiamo di parlarne in modo serio su http://www.greenternet.info


un insegnante che cerca di esprimere il proprio tempo con il pensiero per far crescere il proprio e quello dei propri studenti


un insegnante che cerca di esprimere il proprio tempo con il pensiero per far crescere il proprio e quello dei propri studenti


IL SECOLO XXI
Approfondimenti, interviste, voci.
Per non perdere la bussola.
Il Secolo XXI è un esperimento informativo.
Una sfida in questa epoca di rovesciamenti sociali e culturali.
I nostri doveri ci sono chiari, essere onesti ai lettori e a noi stessi, cominciare, scrivendo, a tessere le basi per una civiltà del XXI secolo, dove i diritti umani e dei lavoratori, non siano l’unico aspetto indebitamente archiviato dal secolo che ci siamo lasciati alle spalle.

Ho raccolto un po' di testi online che contengono previsioni e tendenze per il 2010, e li ho condivisi online:

http://www.evernote.com/pub/italovignoli/2010 (previsioni "generiche", ovvero tutte quelle che non sono contenute nelle altre pagine)

http://www.evernote.com/pub/italovignoli/2010best (previsioni "migliori", auspicabilmente, perché sono frutto del lavoro degli analisti e degli esperti dei rispettivi settori)

http://www.evernote.com/pub/italovignoli/2010media (previsioni legate all'evoluzione dei media, sociali e non, e del giornalismo)

http://www.evernote.com/pub/italovignoli/2010pr (previsioni sull'evoluzione delle relazioni pubbliche)

Continuerò ad aggiornare le pagine, che vengono generate automaticamente, man mano che escono altre previsioni e tendenze.

“Nove da Firenze”, “Notizie da Firenze” in antico volgare, è il primo giornale on line fiorentino, pensato nel 1996 e in rete dall'anno successivo. Ha appena compiuto il 13° anno di vita. Ma Nove da Firenze è anche uno dei primi contenitori del web toscano che abbia permesso ai normali utenti non solo di accedere facilmente alle informazioni, grazie alla semplicità della propria struttura di archiviazione, ma anche di produrre e diffondere notizie in maniera aperta. Sono decine le persone passate in questi anni dalla redazione del giornale, ma centinaia e centinaia gli interlocutori che, per lo più con le email, hanno diffuso notizie, o manifestato la propria opinione attraverso le nostre pagine. Anzi, ben prima che qualcuno coniasse il concetto di “Web 2.0” (a metà di questo decennio), Nove da Firenze si connotava già per una caratteristica essenziale: quella di costituire uno spazio aperto all'espressione spontanea del pubblico.


Il giornale ha prodotto un'enorme mole di informazioni scarsamente mediate dal giornalismo professionistico e dall'editoria tradizionale. Siamo così passati dalle decine di visite giornaliere del 1997 alle oltre 10.000 visite al giorno di oggi. Ma in termini di qualità della relazione possiamo affermare con orgoglio di non essere mai cambiati: lo spirito originario di sperimentatori di una nuova comunicazione sociale è rimasto lo stesso. Nove da Firenze, duecento anni dopo, novella Antologia della borghesia fiorentina? Certamente l'espressione locale del modo contemporaneo di produrre, diffondere e utilizzare la conoscenza come bene pubblico.


Nove da Firenze ha facilmente cavalcato l'onda di Internet perché all'atto del suo concepimento, a metà degli anni '90, esprimeva già quegli elementi che l'algoritmo di Google avrebbe valorizzato successivamente: un'implicita architettura della partecipazione, un'etica della cooperazione, per cui i primi redattori presero subito a intermediare informazioni collettive e conoscenze individuali con sincero spirito di un servizio. La nostra associazione, Comunicazione Democratica, è una comunità articolata e differenziata sul piano ideologico e culturale. E Nove da Firenze si basa sulla collaborazione intellettuale, che guidata dai redattori volontari, coinvolge alla pari gli utenti nel confronto e nella discussione sulle principali questioni della città. E qui sta uno dei temi più caldi della nostra “missione”: quello di favorire questa rivoluzione di cultura della comunicazione, che deve trasformarsi sempre più in spontanea, decentrata e identitaria. Perché senza espressione pubblica non c'è identità sociale, né è possibile influenzare in modo autonomo l'opinione generale. I giovani toscani creano e diffondono contenuti in rete, ma è importante che questa produzione abbia un valore sociale e culturale, cioè di interesse pubblico, che sia fertile per la comunità. Il giornalismo dal basso si appoggia proprio su chi ha partecipato direttamente a un evento importante e che, grazie ai moderni supporti tecnologici, può mettere immediatamente in rete testo, foto e video dell'avvenimento.


Che cosa era, per chi lo ricorda, il nostro primo software di pubblicazione nel gennaio 1997, se non l'esempio primordiale di un blog dei giorni nostri? Non avevamo ancora le immagini, ma già inondavamo la rete di hyperlink, che tanto sono serviti ai crawler dei motori di ricerca per scandagliare tutto ciò che di nuovo si presenta nell'internet toscano. Oggi le decine di migliaia di link che abbiamo pubblicato nelle quasi 100.000 pagine on line (dando vita a uno dei maggiori siti toscani per dimensione) sono una mappatura dettagliata della comunità locale, che ci permettiamo di rappresentare grazie a svariati estrattori, che sono le nostre sezioni, la ricerca d'archivio, le pagine tag, gli rss tematici. Tutte risorse che consentono al nostro utente di raggiungere l'informazione che cercava, quando vuole e come vuole, dentro e fuori il nostro giornale. In queste settimane stiamo lavorando al progetto di una copertina alternativa a quella tradizionale, una mappa del territorio dalla quale, come sulle mappe di Google, possano emergere le icone delle notizie e degli eventi più recenti.


Tra le nuove modalità proposte negli ultimi anni grazie all'intenso contributo di redattori e provider sono le pagine accessorie di Facebook, Twitter, Anobii e l'interazione delle singole notizie con le piattaforme di YouTube, MySpace, Flickr. Da alcuni mesi pubblichiamo gli Annunci di Google che ci aiutano a raccogliere, con i micro-pagamenti, risorse preziose per il sostentamento dell'attività redazionale. Lo spirito rimane lo stesso: contribuire con il nostro lavoro volontario alla costruzione di percorsi di conoscenza gratuiti, all'offerta di contenuti interagiti dai lettori, dalla ricerca su Google e su Wikipedia, al passaparola dei blog e alle centinaia di mail che riceviamo in casella ogni giorno dell'anno.


I contributi liberi possono compromettere l'affidabilità e l'imparzialità di Nove da Firenze? Il rischio c'è: lo abbiamo sperimentato concretamente in alcune occasioni. Le notizie nel tempo possono diventare controverse, dare luogo a reazioni, o richieste di rettifica da parte dei lettori, facendoci sfiorare talvolta la querela, un pericolo che Nove da Firenze non può permettersi di correre. In quasi 100 mila pagine permanentemente on line è possibile che possano insinuarsi errori e falsità. Spesso questi errori vengono corretti grazie alla partecipazione degli stessi utenti, che possono intervenire suggerendo approfondimenti, o segnalando incompletezze e partigianerie. Ciò prova che molte persone -tradizionalmente giudicate non in grado- possono invece fornire contributi di conoscenza capaci di rivaleggiare con l'élite degli esperti. E' anche in questo modo che Nove da Firenze si è guadagnato la stima dei lettori, superando in credibilità concorrenti più blasonati, o istituzionali, che comunque offrono siti meno completi del nostro in termini di pagine pubblicate.


Questa “vision” viene perfettamente incarnata dalle più recenti realizzazioni: l'Archivio dei campionati di calcio di serie A e tutte le pagine di servizio realizzate dal nostro provider, Aperion Srl, con programmi di pubblicazione automatica, oppure outsurcing collaborativi (le previsioni del tempo, i cinema, gli eventi, i necrologi, le aste immobiliari, gli annunci economici, ecc.). Cresce la partecipazione degli utenti anche attraverso i commenti, che non dobbiamo mai stancarci di alimentare perché sono il pilastro di ogni comunità virtuale che si rispetti. Ma molto possiamo fare ancora per attivare la partecipazione. Immaginate se il 10% dei nostri utenti quotidiani pubblicassero la propria opinione nelle nostre pagine.


Questa incessante e tumultuosa trasformazione non ci consente di prevedere cosa diventeremo. Di certo ci stiamo allontanando dal modello tradizionale del quotidiano su carta, per assomigliare a un grande archivio digitale, sorta di biblioteca, o meglio emeroteca virtuale delle notizie locali, che gli utenti possono consultare passeggiando attraverso le nostre “scaffalature on line”. Il monopolio, tipicamente italiano, della TV generalista nei prossimi anni potrebbe essere seriamente minacciato proprio dall'alternativa di massa della comunicazione web modello Nove da Firenze. Il nostro giornale, realizzato da redattori ed esperti, deve continuare a rappresentare, sempre più in forma multimediale, punti di vista critici e fuori dal coro, dissenzienti rispetto agli interessi dei media tradizionali e istituzionali, che spesso superiamo in termini di visite e visibilità. Negli USA la corsa alla presidenza di Barak Obama è stata sostenuta anche da un magazine on line intitolato Huffington Post, perché fondato dalla giornalista Arianna Huffington, un sito web che aggrega, come Nove da Firenze, risorse diffuse.


Radio, stampa e TV guardano con timore ai nuovi media e alla creazione di nuovi format e mercati. L'economia del web non è ancora maturata. In questi 13 anni abbiamo superato innumerevoli difficoltà e preservato la nostra autonomia. Con servizi interessanti e gratuiti riusciremo a sviluppare un modello di business di successo? L'economia della comunicazione spontanea non è stata sinora florida, e la pubblicità è ancora insufficiente a trasformare il nostro volontariato in lavoro individuale. Perché il nostro progetto viva a lungo occorre che aumentino gli investimenti pubblicitari sulla rete e che si diffondano migliori soluzioni di suddivisione delle entrate tra i motori di ricerca e i produttori di contenuti. Ma noi non abbiamo fretta: siamo soltanto all'inizio.

Nicola Novelli
Direttore Responsabile di Nove da Firenze
Presidente di Comunicazione Democratica

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    E' un problema che ne contiene molti. E che si rivela strategico per tutta l'industria editoriale, per le piattaforme mediatiche, per gli autori e, naturalmente, soprattutto per il pubblico. Richiede una ridefinizione dei ruoli per tutti gli attori coinvolti, nel complesso passaggio storico che attraversano le società post-industriali. E si comprende solo nella consapevolezza del fatto che l'information overload non è solo l'effetto della moltiplicazione dei messaggi, ma anche la conseguenza del fallimento dei sistemi che dovrebbero filtrare l'informazione, come per esempio suggerisce l'internettologo Clay Shirky. Nel caos creativo cui assistiamo in questa fase di passaggio, si sperimentano strategie più o meno sostenibili. Quali sono i percorsi che ci possono condurre a costruire un ecosistema dell'informazione più sano e vivibile? continua...


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    I sintomi della difficoltà economiche dei giornali di carta sono evidenziati dalla crisi generale del 2007-2009: la pubblicità diminuisce drasticamente, il numero di lettori paganti si erode, i collaterali non danno più le soddisfazioni di una volta e le entrate provenienti dalle versioni online non sono sufficienti a riparare alle perdite. L'urgenza congiunturale può essere cattiva consigliera, ma impone delle scelte. Che in ogni caso erano dovute da tempo. E' evidente, infatti, che il taglio dei costi pur necessario non sarà sufficiente a rigenerare un equilibrio sostenibile. Meglio dunque cogliere l'occasione per un ripensamento profondo.
    E a questo ripensamento, gli editori e i giornalisti hanno cominciato a dedicarsi, ciascuno dal suo punto di vista. Mentre il pubblico si trasforma, partecipa, pone problemi, offre risposte: tutte da interpretare. Le domande si moltiplicano. Quanto dureranno i giornali di carta? Si possono far pagare i giornali online? Come evolve la pubblicità? Qual è il ruolo del giornalismo professionale in un contesto nel quale i cittadini possono produrre informazione in modo sempre più facile ed efficace? Come si informano i giovani? C'è una crisi di credibilità nei giornali? Quali sono le visioni innovative emergenti? L'enorme complessità del compito di rispondere a queste questioni intimidisce. Ma può essere affrontata solo con un'umiltà appassionata, generata dalla consapevolezza che di informazione c'è e ci sarà sempre più bisogno, nell'economia della conoscenza. Per i giornalisti, questa consapevolezza è necessaria per affrontare il grande adattamento che la professione è destinata ad affrontare. continua...

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    Il tema non è di poco conto: il racconto dell'innovazione è parte integrante dell'innovazione stessa. Nell'economia della conoscenza, una locuzione che usiamo in mancanza di meglio per definire quest'epoca post-industriale, il valore si concentra sulle idee. Il prodotto vale se contiene gusto, informazione, senso. Dunque, anche, se contiene memoria. E se quel contenuto viene compreso dal pubblico che dovrebbe farlo proprio. Perché la dinamica delle idee è, soprattutto, nella relazione tra le persone che le esprimono e le connettono a quelle degli altri, i quali a loro volta le riconoscono come affini o confrontabili alle proprie. Per questo, esiste un rapporto estetizzante, e di grande valore, tra gli oggetti che vengono declinati al futuro e quelli che ricordano le esperienze passate di gruppi di persone che vi si riconoscono. continua...

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