Dice il ministro Maroni che sono allo studio “misure” per limitare l’uso violento di internet. Gli hanno già risposto altri politici: le norme ci sono già, vanno fatte rispettare. Introdurre norme illiberali sarebbe un errore.
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Innovazione
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Informazione
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Non tutti sono futuri imprenditori, ma…
Ci vuole equilibrio. Il terribile 36% di disoccupazione giovanile non si risolve con una ricetta facile. Chi la propone è un apprendista stregone. O un vero e proprio imbroglione. Ma è chiaro che il tema si affronta cercando di capire, a fronte delle strade che si chiudono, quali sono le strade che si aprono. Sicché molti pensano alla soluzione più radicale e promettente: se la grande impresa non assume, se lo stato non assume, i giovani si dovranno mettere in proprio. Già. Ma… continua...
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Editoria: una storia da scrivere
La trama si infittisce. Nella città dei libri la tensione è alle stelle. I protagonisti leggono con attenzione le notizie. L’Antitrust americana ha preso di mira un accordo tra Apple e quattro editori che si sarebbero accordati per alzare il prezzo dei libri elettronici e quindi altri editori si stanno accordando con Amazon per abbassare di nuovo i prezzi dei libri per il Kindle (BusinessWeek). Ma le autorità... continua...
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L'intelligenza delle smart city
“We shape our buildings; thereafter they shape us”. Queste citazioni che si trovano decontestualizzate su internet non sono una sicurezza dal punto di vista filologico. Ma questa citazione di Winston Churchill vale la pena di essere ripetuta. Perché introduce il tema delle smart city nel modo più ambizioso: siamo noi che diamo la forma ai nostri edifici, ma sono gli edifici che poi modellano la nostra vita e la nostra cultura. continua...
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The case for an Italian rebellion
The case for an Italian rebellion is not insane. I had the chance to speak with many foreign observers, recently, and I found that an Italian rebellion is considered a real option.An Italian rebellion? Other Mediterranean countries have done just so, lately. Tunisia and Egypt, for example, have chosen to rebel against their dictators and the world has appreciated. Considering the Italian political situation as a sort of authoritarian regime and thinking that it is not reformable through the normal democratic process, one is lead to think that the rebellion is the only possible solution. In that mindset, if Italians rebel, they demonstrate their democratic will and maturity. If they don't rebel, they show they are anything between accomplices and weak victims of the head of their government and his power system. If Italians will rebel, they will free themselves from the shame of accepting a very doubtful sort of democratic government, the consequences of which are dangerous for themselves and the world. That's the option. But it is not happening.
Why?
continua... (21 commenti al 9 ottobre)Il seguito in italiano: con molti commenti
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Sul prossimo futuro di Nòva
Ogni cambiamento suscita timori e ravviva speranze. Vale anche per Nòva. I timori sono comprensibili. Ma le speranze non devono essere tradite.Le notizie diffuse oggi dal Post sul cambiamento alla guida di Nòva, riprese da tantissime persone su Twitter e Facebook, sono state interpretate più dal lato dei timori. continua... (46 commenti al 18 giugno)
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Editori, tecnologia e pirati
E dunque sappiamo che l'effetto economico complessivo della pirateria non si riesce a misurare. Esistono migliaia di studi in proposito, ma gli studi davvero indipendenti dalle major e dagli editori non sono molti. Come si diceva il GAO dice che è impossibile sapere qual è la somma algebrica tra i pro e i contro per l'economia. Quello che sappiamo è che la tecnologia ha spiazzato gli editori tradizionali.. continua... (4 commenti al 5 luglio)
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AgCom, anti-piracy, worries... (en)
Italy is again at a crossroads about freedom and quality of its media... continua...
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Strategie della disattenzione
Televisione, radio, giornali. Posta elettronica, social network, blog. Messaggi sonori nelle stazioni, cartelloni pubblicitari nelle vie della città, telecamere per la sicurezza degli uffici. La presenza capillare dell'informazione nella vita quotidiana delle persone nei paesi occidentali è un'esperienza generalizzata. Ciascuno ne fruisce e ne genera in continuazione. La quantità di messaggi cresce inesorabilmente, senza un ordine apparente. Cresce e basta. Il crollo del costo delle comunicazioni è anche l'inflazione dei messaggi. continua...
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Ecologia dell'informazione
I quotidiani cartacei tradizionali sono una tra le numerose specie che vivono nell'ecosistema dell'informazione. Il loro ambiente si è radicalmente trasformato nell'ultima dozzina d'anni. Molte delle risorse sulle quali avevano a lungo prosperato scarseggiano, assorbite dall'espansione di altri media: l'onnivora, insaziabile televisione commerciale, l'innovativa televisione digitale a pagamento, la rivoluzionaria internet a banda larga, gli infinitamente attraenti telefoni cellulari. Milioni di persone, miliardi di euro, trilioni di minuti si sono spostati verso nuove abitudini mediatiche. E nel corso di un terremoto nei mezzi di comunicazione di tale portata è già sorprendente che molti castelli dei giornali di carta stiano ancora in piedi. E se lo sono è perché evidentemente hanno un valore e una resistenza importanti. Ma è tempo di restauri. continua...
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Innovage
Ed ecco dunque l'ennesima nuova parola: "innovage", innovazione e vintage. Non per nulla nascono tante parole nuove, in questo periodo storico che da molti punti di vista - ambientali, sociali, economici, culturali - appare come una grande trasformazione epocale: forse abbiamo l'impressione che, in mezzo a tanta innovazione, stiano effettivamente nascendo angoli di realtà che hanno bisogno di essere nominati; in qualche caso, peraltro, tentiamo di forzare questa impressione, producendo nuove parole prima che esistano le realtà che dovrebbero designare. E dunque, che cos'è l'"innovage": una nuova realtà o semplicemente una nuova parola? E' già un fatto economico o ancora una visione? Avrà successo?
continua...
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Attenti al loop
La conversazione può essere orientata alla collaborazione, può alimentare la convivenza civile e pacifica, ma può anche diventare una sorta di competizione? continua...
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Comments
Ripeto, se in Italia l’obbligatorietà dell’azione penale non fosse una barzelletta, basterebbe e avanzerebbe il reato di incitazione a delinquere e apologia di delitto. Siccome in Italia l’obbligatorietà dell’azione penale è una barzelletta, mah…. L’alternativa è la querela di parte (per quale reato? Violenza verbale ? Robetta). E’ ridicolo che chi voleva introdurre una legge che avrebbe reso reato parlare di “froci”, ora si straccia le vesti di fronte a qualcuno che dice “Ammazziamolo ! Ammazziamolo !”.
E’ proprio vero e mi ripeto: questo Paese sarà contrario alla guerra (anche perchè ha l’abitudine di perderla), ma la guerra civile gli piace un sacco.
Il senso della misura no puo essere una cosa richiesta solo alla rete. La rete è uno dei tanti modi in cui la gente sceglie di comunicare al giorno d’oggi.
Quando sono nata il telefono era ancora attaccto al muro e fr aun po te lo impianteranno sotto pelle con un microchip.La verità è che si voglono bloccare i pensieri, ma come dice Dalla ” il pensiero è come l’ocenao , non lo puoi bloccare no lo puoi recintare”
Vero è che proprio la perdita di quel senso della misura porta, come avevamo già scritto, ad eccedere nelle esternazione del sentire personale e nella incapacità di trovare un punto di equilibrio fra quello che si pensa e come lo esterna. Del resto non tutti sono capaci di spadroneggiare con la lingua scritta e a volte i toni paiono forti anche per un utilizzo improprio o frettoloso degli aggettivi e poi scripta manent.
Resta che questa classe politica non fa niente per avìbbassare i toni e limitare a rete è una cavolata da regime cinese. Del retso l’utilizzo improprio ad esempio di facebook si è visto da una parte e dall’altra 500 gruppi in mezzora è quasi impossibile crearli, 2milioni di utenti su un gruppo non si trovano in cinque minuti. Ci vogliono però cinque secondi a variare i titoli dei gruppi. Vai poi a capire quale è gruppo vero e quale “finto”, chi strumentalizza cosa, a chi giova etc. La rete dovrebbe riuscire a fare lobby, adesempio. Se duemilioni di italiani si cancellassero di colpo da tutti i gruppi forse la stessa FB rivedrebbe a sua politica di privacy. Non facciamoci sempre e solo usare.
Come al solito prevale la logica della vittima e del carnefice per usi trasversali, con la differenza che nessuno è mai riuscito a distinguere i rispettivi ruoli su gli intrecciati avvenimenti reali. Ora che la realtà ha prevalso nitida l’occasione per strumentalizzarla è imperdibile. Marco non è tanto l’inapplicabilità dei reati che menzioni il problema, quanto le declaratorie di abbassare i toni alzandoli e usare i supposti toni da abbassare per imbastire abbrobri che concorrono ad alzarli.
Per diversi motivi sia la maggioranza che l’opposizione hanno bisogno del ruolo della vittima in questo frangente politico. Quella parte dell’opposizione (pessima) che non è nulla senza antiberlusconismo, è per una logica di puro consenso, riprovevole ma in fondo a logica propagandistica. La maggioranza che non ha affatto tale problema, come lo sta mettendo in conto capitale il ruolo della vittima? E a che prezzo? In fondo è interessante sapere quello che uno deve pagare per determinate posizioni, esplicite o come in questo caso implicite. Tanti operai o dipendenti che votano centro destra lo sanno in che verso va il codice del lavoro? Non credo, tifano e vanno a lavorare avvelenati, prendendosela con la stampa o i magistrati. A me fanno pena loro (pessimo sentimento) più che il capo del governo. Questa spero non sia istigazione.
E’ vero che non si può pretendere che solo chi scrive in rete abbassi i toni. Anche chi scrive sui giornali. E chi dispone di trasmissioni televisive (ho detto trasmissioni, come sempre è più forte chi sta vicino alle cose). E chi aprla con i suddetti e le sudette. La rete, come diceva Nicoletti un paio di giorni fa, è eccellente nel compattare i fronti, motivare i gruppi, rafforzare l’identificazione e le opinioni, un po’ meno (eufemismo) nel far parlare tra di loro i gruppi, le persone, i portatori di opinioni. Forse perchè da l’illusione di farlo ed è ancora più pericolosa e subdola.