Parlare per digerire

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Se ne parla sempre tanto. Di internet e delle sue conseguenze. I post e gli articoli non mancano di certo. Perché? Probabilmente, l'ondata di novità concettuali e tecniche che internet non cessa di proporre è troppo grande per una cultura troppo lenta ad adattarsi. E probabilmente perché internet è l'aspetto più evidente e concreto di un cambiamento profondissimo del modo di pensare collettivamente. Prima o poi smetteremo di parlarne, ma soltanto quando avremo digerito l'innovazione. Però, per tutto il tempo di questo lungo passaggio, dovremo dare fondo a tutte le parole, le metafore e con i pensieri per concepire quello che avviene.

Per chi ci lavora è abbastanza dura. Perché internet consente di costruire iniziative importantissime ma chi non le immagina prima che ci siano non è in grado di capirle se non quando se le vede sotto il naso. Questo avviene nelle aziende, nella pubblica amministrazione, nell'informazione. E poiché di solito non sono i leader delle organizzazioni a concepire nella pratica le iniziative, in pratica avviene che la guida del processo è più indietro di chi il processo realizza. Questione non da poco.

More about L'uomo artigianoDi solito, chi lavora su internet si trova nel paradosso dell'artigiano che "sa fare" ma non sa "dire quello che sa fare". Ed è circondato da una cultura che non immagina in anticipo quello che sarà fatto, ma lo comprende solo dopo che è fatto. In questo senso, la dinamica culturale è diversa da quella tradizionale: chi ha il potere non è alla guida. Anzi. 

More about Communication PowerE' un elemento dell'enorme complessità che stiamo affrontando. Una lettura del libro di Manuel Castells, Communication power, potrebbe rivelarsi indispensabile. Accanto a L'uomo artigiano di Richard Sennett. (In effetti, e non è un paradosso, la rete si può vivere intensamente, ma la riflessione sulla rete avviene ancora molto spesso off line, con l'aiuto di un buon paio di libri: una sola delle due attività spesso non basta).

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2 Comments

Bellissimo, Luca. Scusa il commento banale ma proprio da quoatare in pieno. Un saluto

Condivido la riflessione, e simpatizzo per la pena ( e l'orgoglio suo cugino ). A stare un poco In Rete, però, pare che i più attivi ( in Rete ) siano pessimi lettori sia in termino di scelte sia in quelli di capacità di confrontarsi con idee non già loro note ( e gradite ).

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