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Confusione Murdoch

Ok. A quanto pare non è che Murdoch fosse davvero interessato a far pagare ai consumatori tutte le sue pubblicazioni online. Semplicemente non è contento di come vanno le cose attualmente. E vuole che gli aggregatori restituiscano una parte del valore che generano in base ai contenuti di proprietà degli editori. In effetti, la sua strategia è cambiata radicalmente almeno quattro volte negli ultimi dieci anni. E anche negli ultimi tempi, le sue idee si sono andate progressivamente precisando…

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  • sarà ma non mi fà sentire più tranquillo che lo squalo abbia abbassato il tiro, le sue ambizioni rimangono ancora eccessivamente alte e, IMO, anacronistiche; io, penso come molti altri, mi rifiuterei di abbonarmi a servizi come digg, reddit, o anche wikipedia o youtube solo perchè contengono contenuti presi da media professionali. Staremo a vedere se cambierà ancora idea …

  • @jack: Non direi che abbia abbassato il tiro, anzi a mio avviso lo ha alzato non di poco. La sua proposta precedente, se non ricordo male, avrebbe interessato solo i giornali di sua proprietà ed era pertanto legittima anche se non necessariamente illuminata. Oggi invece vorrebbe imporre delle fees agli aggregatori, in stile vagamente debenedettiano.

  • Il vero problema e’ una riforma intelligente del diritto d’autore, in grado di stabilire in tutte le giurisdizioni i termini (e i limiti) del fair use, in modo certo e prevedibile… ma questo Lessig lo diceva gia’ 4 o 5 anni fa’. La dottrina che aggregazione, commentario e “remix” siano opere derivate e’ anacronistica. E antieconomica. E moralmente deleteria -“siamo diventati una generazione di pirati”.

  • Come uno squalo si lamenta quindi dei ricavi e del declino di MySpace secondo lui sottratti dai tanti aggregatori? Fosse così semplicistico non sarebbe saggio da parte sua.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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