Per David Carr è sempre più ingiusto considerare Google come un parassita dell'editoria. Del resto, qualunque parassita che uccida il suo ospite deve evolvere in una forma meno pericolosa o rischia egli stesso di soccombere...
(update: in Italia, non ci sono accordi del genere, per ora, si direbbe. Ma resta il tema Fiegoogle)
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A proposito di parlare. Continuano le conversazioni su:
Immigrazione in Veneto, dati e interpretazioni
Vrm, il potere ai consumatori
Bizarre, i giornali di carta e online che non vanno come previsto
Con i soldi degli altri, le informazioni proposte da Gallino
Gentiloni e internet, un riassunto veloce
Gian Arturo Ferrari, il capo dei libri Mondadori è duro su internet
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Il logo è bruttissimo! :P Ovviamente per ora è tutto made in Us...sarebbe utile capire se sono interessati qui in Europa (dibattito Fieg-Google News).
Anche qui sostengo la mia preferenza per Google News Timeline: e poi, non trovate fastidioso individuare i titoli "sovrastati" dalle immagini delle pagine?
senz'altro questo del revenue sharing è un passo verso gli editori, però fossi nella proprietà del New York Times aspetterei a contattare Renzo Piano per un nuovo grattacielo. A tal proposito mi sembra molto interessante una delle considerazioni proposte da quelli di paidcontent: "fastflip è progettato per fare sì che le persone rimangano su google". Se quello tra google ed i giornali on-line fosse realmente un gioco a somma zero e la gente per consultare le news rimanesse in gran parte su google, credo ci sarebbero pochi dubbi sull'esito della partita.