Scrittura scientifica e blog

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Una discussione sulla scrittura della scienza e della tecnologia con i blog a Trento. Una quantità di spunti. La difficoltà di evitare superficialità e pregiudizi. E una serie di domande infinita. A partire da quella centrale: il sistema dei blog sta migliorando l'informazione scientifica?

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Immagino abbiate citato l'esperienza di Tommaso Dorigo che con il blog "A Quantum Diaries Survivor" [1] è uno degli scienziati blogger italiani più seguiti a livello mondiale e che ha scritto anche per Il Sole 24 Ore delle sue avventure di citazione anticipata dal blog nell'Economist [2].

Tommaso esprime in modo dettagliato le sue impressioni anche in un video che abbiamo preparato [3] e, in particolare sull'atteggiamento del suo datore di lavoro il CERN, mi ha fatto piacere la dichiarazione di supporto che ha avuto dal direttore, incontrato pochi mesi dopo per un'altra chiacchierata in video [4].

Nel caso di Tommaso la risposta a mio avviso è quindi sicuramente positiva!


[1] http://dorigo.wordpress.com

[2] http://dorigo.wordpress.com/2008/10/28/18-months-after-the-higgs-affair/

[3] http://www.youtube.com/watch?v=zfTc_FueN38

[4] http://www.youtube.com/watch?v=cBxlEGYxocc

rispondo alla domanda: si
anche se il blog non approfondisce ma divulga, linka le fonti accreditate e propone una piccola, a volte efficace, riflessione. Quindi, se è affidabile, aiuta a d orientarsi nel guazzabuglio di troppa informazione. Per il settore energia, che conosco un poco, per fare informazione occorre da un lato procedere tradizionalmente con le pubblicazioni sulle riviste scientifiche, i paper con referee etc etc ma dall'altro occorre anche collegarsi ad una testata on-line, ad una fondazione, promuovere il proprio pensiero. Un caso ad esempio è quello del "la voce.info" che fa cultura scientifica (light) in campo economico.
Spesso il blog, però, è di parte, cioè lo dichiara anticipatamente, ma da una visione di parte: con i pro ed i contro conseguenti.
Per chiudere l'informazione scientifica negli ultimi 5 anni si è trasformata molto e sta continuando a mutare grazie ai blog ma soprattutto grazie ad un modo diverso di accedere alle informazioni ed ai commenti alle medesime.

Ho letto l'intepretazione di Federico Bo in merito alla ricerca del gruppo di Damasio e lo trovo scorretta la precisazione che ne fa. Mi ricorda un brano, "Una graziosa confusione di epitaffi" di Donald Davidson. Ammetto che anch'io presi subito alla berlina il resoconto e con esso anche la divulgazione che ne faceva il Corriere, per le implicazioni pedagogiche risaltate dalla giornalista. Controllando le fonti ufficiali però emerge un particolare curioso. Il 13 Aprile viene pubblicato da Physorg.com e il giorno dopo dal Brain e Creativity Institute stesso. Quest'ultimo cita nell'articolo "Their study appeared online in Proceedings of the National Academy of Sciences".
http://college.usc.edu/news/stories/547/nobler-instincts-take-time/
Il punto è questo, in quanto garanti della pubblicazione, per quale motivo hanno autorizzato il titolo sensazionalistico e ambiguo Tweet this: Rapid-fire media may confuse your moral compass?
http://www.physorg.com/news158864256.html
Troppo facile.
Il titolo da quel che mi risulta è uno degli indicatori più importanti per una corretta divulgazione, se non anche per interpretare punti semantici vaghi che il testo lascia. Gli autori non lo sapevano? E' no, lo sapevano bene che se non si buca l'attenzione con la frettolosità che corre, perdevano d'impatto. E allora che facessero prima il loro lavoro corretto le erreppi dell'istituto, poi tutti gli altri lo faranno meglio. Se non lo fanno sono responsabili di incorrere in critiche ridicolizzanti.

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This page contains a single entry by Luca De Biase published on May 13, 2009 8:47 AM.

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  • The case for an Italian rebellion

    The case for an Italian rebellion is not insane. I had the chance to speak with many foreign observers, recently, and I found that an Italian rebellion is considered a real option.

    An Italian rebellion? Other Mediterranean countries have done just so, lately. Tunisia and Egypt, for example, have chosen to rebel against their dictators and the world has appreciated. Considering the Italian political situation as a sort of authoritarian regime and thinking that it is not reformable through the normal democratic process, one is lead to think that the rebellion is the only possible solution. In that mindset, if Italians rebel, they demonstrate their democratic will and maturity. If they don't rebel, they show they are anything between accomplices and weak victims of the head of their government and his power system. If Italians will rebel, they will free themselves from the shame of accepting a very doubtful sort of democratic government, the consequences of which are dangerous for themselves and the world. That's the option. But it is not happening.

    Why?

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  • Editori, tecnologia e pirati

    E dunque sappiamo che l'effetto economico complessivo della pirateria non si riesce a misurare. Esistono migliaia di studi in proposito, ma gli studi davvero indipendenti dalle major e dagli editori non sono molti. Come si diceva il GAO dice che è impossibile sapere qual è la somma algebrica tra i pro e i contro per l'economia. Quello che sappiamo è che la tecnologia ha spiazzato gli editori tradizionali.. continua... (4 commenti al 5 luglio)



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    Il tema non è di poco conto: il racconto dell'innovazione è parte integrante dell'innovazione stessa. Nell'economia della conoscenza, una locuzione che usiamo in mancanza di meglio per definire quest'epoca post-industriale, il valore si concentra sulle idee. Il prodotto vale se contiene gusto, informazione, senso. Dunque, anche, se contiene memoria. E se quel contenuto viene compreso dal pubblico che dovrebbe farlo proprio. Perché la dinamica delle idee è, soprattutto, nella relazione tra le persone che le esprimono e le connettono a quelle degli altri, i quali a loro volta le riconoscono come affini o confrontabili alle proprie. Per questo, esiste un rapporto estetizzante, e di grande valore, tra gli oggetti che vengono declinati al futuro e quelli che ricordano le esperienze passate di gruppi di persone che vi si riconoscono. continua...

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