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Paul Veyne e Costantino

Immagine di Quando l'Europa è diventata cristiana (312-394)Non passa giorno che non emerga una questione importante per la convivenza civile che attiene alle relazioni tra lo Stato italiano e il Vaticano. Riflettere su queste relazioni significa anche discutere la storia dei concetti fondamentali che sottendono al confronto tra Stato e Chiesa. Per questo vale la pena di leggere: Paul Veyne, Quando l’Europa è diventata cristiana (312-394), Costantino, la conversione, l’impero, Garzanti.

Storico e archeologo della Roma antica, Paul Veyne racconta una sintesi delle convinzioni che si è formato indagando intorno al ruolo di Costantino nella costruzione della cristianità. E il risultato è affascinante.
Poco importa, in fondo, se Costantino abbia scelto di diventare cristiano per un motivo politico o se la sua conversione sia stata sincera. Per Veyne vale la seconda ipotesi. Ma quello che conta è la dinamica storica che quella conversione ha innescato nell’impero e nella religione del Mediterraneo e dell’Europa.
Costantino non ha avuto una forte iniziazione né una particolare educazione cristiana prima di convertirsi. La sua conversione porta innanzitutto l’esercito a credere nel cristianesimo. E a creare un’alleanza fortissima tra imperatore, esercito e comunità cristiane. 
Il contesto è comunque quello di un vastissimo impero nel quale il 90 per cento delle persone sono pagane e l’aristocrazia romana è pagana. Quindi l’imperatore continua a porsi come incarnazione dell’impero di tutti i popoli, mentre impara a rispettare la religiosità dei suoi nuovi maestri spirituali. La sua posizione lo rafforza nei confronti dell’aristocrazia senatoria. Ma non pensa neppure lontanamente a perseguitare i pagani o a tentare di convertirli. Il principio fondamentale resta quello di separare ciò che è dovuto da Dio da ciò che è dovuto a Cesare.
Ci vorrà un secolo e mezzo perché quella conversione porti la maggioranza degli abitanti dell’impero a diventare cristiani. L’impero si riempie di chiese cristiane e le gerarchie cristiane assumono un grande potere nella gestione della società. Ma più che di una cristianizzazione dell’impero, a Veyne appare più come una trasformazione della cristianità. L’aristocrazia si fa progressivamente cristiana, così come il popolo: se in passato era normale essere pagani, nel tempo diventa normale essere cristiani. Le convenzioni contano più delle conversioni. E il cristianesimo assume alcuni dei connotati del paganesimo, come il culto dei santi le cui effigi prendono il posto di quelle degli dèi nel territorio, o come la relazione con la divinità che diventa un essere al quale chiedere protezioni e favori per quanto attiene ai problemi della vita quotidiana. 
Ma questa nuova divinità resta più esigente di quelle leggere e olimpiche del paganesimo. La Chiesta diventa un protagonista attivo della storia e delle scelte collettive. Ci vorranno secoli perché la dinamica storica porti le gerarchie della chiesa ad assumere più importanza nella gestione del potere temporale. E questo andrà di pari passo con la trasformazione della relazione con l’impero che si trasformerà: da separazione strutturale a confronto sistematico.
Con la sua scelta, Costantino ha cambiato l’impero. Ma ha cambiato, forse soprattutto, il cristianesimo.

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  • Non ho letto il libro, ma mi permetto di aggiungere che la dottrina perseguita da S.Paolo ha altrettanta importanza, se pur la cristianizzazione sembra esser stata più la messa in atto di un processo massonico che una presa di coscienza da parte dell’europa….mah…

  • Sto leggendo anch’io Veyne e mi pare che la lettura che ne dai sia troppo ottimista. Gli imperatori cristiani subito dopo Costantino (ma anche lui) hanno subito mostrato ostilità verso i non-Cristiani (Ebrei compresi). Pensa alla confisca dei beni dei templi da parte di Costantino per trasferirli in parte alla chiesa (gli altri li ha incamerati). E i vescovi hanno immediatamente tentato di mettere le mani sul potere, e non ci sono riusciti solo perchè i funzionari locali erano troppo forti e l’imperatore non glielo consentiva. Ma dove trovavano “molle”, ci si infilavano, ricorrendo spesso e volentieri ad azioni di terrorismo e omicidio politico: devo ricordarti l’assasinio di Ipazia su ordine del patriarca di Alessandria d’Egitto ? Gli stessi strumenti, peraltro, che usavano per sopprimere gli eretici (e gli eretici per sopprimere gli ortodossi) prima di avere il braccio secolare dalla propria parte. Leggiti Tertulliano. La cristianizzazione dell’Impero è stata una catastrofe per la cultura e per la convivenza umana. Semplicemente perchè è stata ecclesiazione (neologismo orrendo): il cristianesimo è sempre stato quello e sempre lo sarà. Non è separabile da una Chiesa, se lo fai, svanisce in breve, guarda certe correnti protestanti.

Luca De Biase

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