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Domenica, 18 gennaio 2009
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Aggiornamenti Annunziata-Santoro
Bel post, ihmo, di Gennario Carotenuto sulla trasmissione delle polemiche sulla guerra di Gaza di AnnoZero della quale si è parlato anche in questo blog. Carotenuto teorizza sulle possibili funzioni degli ospiti delle trasmissioni televisive (performance, narrazione, conversazione). E spiega che oggi solo l'ultima sembra avere diritto di cittadinanza, ma in un'accezione che porta il racconto televisivo a combattere i fatti con argomentazioni personalistiche: tanto che quando si portano in luce i fatti il gioco sembra andare in crisi. Il che ha qualcosa a che fare con il discorso sullo storytelling svolto tra gli altri da Christian Salmon. Difficile peraltro uscire dal labirinto delle opinioni e vedere quali siano in televisione gli esempi di vera ricerca storica davvero opposti alle pratiche di storytelling manipolatorio.
Tag: televisione, Michele Santoro, storytelling

2:22:31 PM
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Bookblogging Le storie contro la storia Rubrica settimanale casuale ma non troppo sui libri che prendo in mano
L'antica arte del racconto è ormai diventata, secondo Christian Salmon, la tecnica di controllo del consenso sociale fondamentale per il potere economico e per il potere politico. Ma può essere anche lo strumento della resistenza di chi voglia cambiare il mondo. A questo proposito, il punto di rottura, il centro del confronto, il contesto intellettuale più importante è il rapporto tra il racconto di storie e la storia. Per questo approccio, Storytelling è un libro da leggere. Ne parlano - tra gli altri - Antonio Genna e, criticamente, Wu Ming 2.
C'è naturalmente un'enorme biblioteca di saggi su queste questioni, antiche e costantemente riattualizzate. Salmon ne è consapevole - basta dare un'occhiata alla sua bibliografia - e ne dà conto nei passaggi chiave della sua esposizione che lo porta a interpretare la novità dello storytelling contemporaneo come una sorta di pragmatica filosofia del potere, nella società dei grandi media. Ma è anche interessato a dare un saggio della capacità di convincimento che deriva dal racconto di storie, usando proprio le storie per argomentare intorno alla sua tesi e accompagnare il lettore nel suo percorso teorico. Sicché il libro è coerentemente divertente: e solo a una lettura superficiale può apparire vagamente dispersivo.
Si parte dalle tecniche di storytelling sviluppate dal marketing e poi adottate dal management che gestisce il potere in azienda, si passa dallo storytelling degli inventori delle sempre rinnovate trappole economico-finanziarie per arrivare allo storytelling del potere politico. Le conclusioni sono importanti: la narrazione è cambiata. Ne è cambiato il senso e lo scopo: «Dai grandi miti del passato al romanzo moderno, la funzione dei racconti è sempre stata quella di esplorare le condizioni di un'esperienza possibile - i nuovi rapporti con il corpo, il tempo e lo spazio - di inventare come diceva Deleuze un 'popolo che manca'. I nuovi racconti che lo storytelling ci propone, evidentemente, non esplorano le condizioni di un'esperienza possibile, ma le modalità del suo asservimento. Le innumerevoli stories create dalla macchina della propaganda sono protocolli di ammaestramento, di addomesticazione, che mirano a prendere il controllo delle pratiche e ad appropriarsi dei saperi e dei desideri degli individui. Sotto l'immensa accumulazione di racconti prodotti dalle società moderne, viene alla luce un 'Nuovo Ordine Narrativo' che presiede alla formattazione dei desideri e alla propagazione delle emozioni, per mezzo della loro messa in narrazione, indicizzazione e archiviazione, diffusione e standardizzazione, strumentalizzazione attraverso tutte le modalità di controllo».
E' il pensiero, per esempio, di Henri Guaino, consigliere di Nicholas Sarkozy: «La politica è scrivere una storia condivisa da coloro che la fanno e coloro ai quali è destinata. Non si trasforma un paese senza essere capaci di scrivere e di raccontare una storia». (Salmon cita in proposito alcuni estratti di discorsi pronunciati da Sarkozy e scritti da Guaino, che il blogger Aldor ha raccolto in un post: mostrano come la storia da scrivere sia una sorta di nuova mitologia della Francia).
Il racconto della funzione di potere del racconto è ovviamente inquietante. Come diceva negli ultimi anni lo stesso Paul Ricoeur: «Le minacce che atttestano la fragilità dell'identità personale o collettiva non sono illusorie: è degno di nota che le ideologie del potere si adoperino, con un successo inquietante, nel manipolare queste fragili identità per mezzo delle mediazioni simboliche dell'azione». E vale a commento la testimonianza di Don DeLillo sul periodo in cui lavorava in un'agenzia di pubblicità: «Mi ha insegnato a diffidare della tecnica dello storytelling, usata oggi dai nostri uomini politici: per far ingoiare l'inaccettabile, essi raccontano storie semplici, in cui tutti possono riconoscersi». E la qualità di quelle storie è tale da opporsi alla storia come scriveva nel suo manifesto intitolato Défocaliser il regista danese Lars von Trier.
Ma sul finale, Salmon si impone di prendere in considerazione il lato opposto della questione. Se lo storytelling è tanto efficace per costruire il potere, perché non dovrebbe essere altrettanto efficace per chi lo voglia mettere in discussione o per chi voglia almeno resistere? «Questa lotta è già cominciata» dice Salmon «si fa strada nel tumulto di internet e nel disordine delle stories, scopre pratiche nuove e minoritarie, che sfuggono nella maggior parte dei casi allo sguardo dei media dominanti, ma il cui potere è tuttavia reale».
Alcuni libri che ho in mano
| Impressioni mentre leggo
| Stieg Larsson La regina dei castelli di carta Marsilio
Haruki Murakami Dance Dance Dance Vintage
| Si aspettava da tempo il terzo volume della trilogia di Larsson. Ora che è arrivato, non va divorato: va centellinato.
Murakami crea atmosfere vagamente allucinanti, giapponesi fino al midollo e profondamente universali. Oltre che divertenti. |
Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica"... Io non sono il mio cervello (11 gennaio 2009) Luminosa oscurità (4 gennaio 2009) Il nuovo paradigma della finanza (21 dicembre 2008) Il pericolo e l'intelligenza (14 dicembre 2008) Beato chi si scandalizza (30 novembre 2008) Viaggio per la felicità (2 novembre 2008) Mercato o capitalismo (19 ottobre 2008) Hacker (12 ottobre 2008) Odio (27 settembre 2008) Querdenker (24 agosto 2008) L'indicibile segreto del segreto (14 agosto 2008) Il filo dei libri (15 luglio 2008) Felicità in azienda (28 maggio 2008) Siamo le nostre azioni pubbliche (11 maggio 2008) Senza povertà (4 maggio 2008) Nothing ends (27 aprile 2008)
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Libertà della conoscenza (20 gennaio 2008) Libertà della scienza (16 gennaio 2008) Leggere nella complessità (13 gennaio 2008) Leggere una storica scomparsa - 2 (6 gennaio 2008) Leggere una storia scomparsa (31 dicembre 2007) Il senso e la visione (22 dicembre 2007) L'Italia e gli italiani (16 dicembre 2007) La complessità della conoscenza (9 dicembre 2007) L'organizzazione informale (2 dicembre 2007) Il comune senso del capitalismo (4 novembre 2007) Il gioco della matematica (28 ottobre 2007) Numeri da leggere (7 ottobre 2007) Fantadesign da leggere (30 settembre 2007) Vivere una lettura filosofica della politica / 2 (23 settembre 2007) Vivere una lettura filosofica della politica (16 settembre 2007) Leggere il video partecipativo (5 agosto 2007) L'identità delle vittime (29 luglio 2007) La poesia di un amico è il titolo del racconto della tua vita (22 luglio 2007) Leggere l'incomprensione (15 luglio 2007) Il destino di leggere (8 luglio 2007) Leggere la razza padrina (1 luglio 2007) Leggere un incontro di civiltà (24 giugno 2007) Lettura bella e popolare (17 giugno 2007) Ricchezza della lettura in rete (3 giugno 2007) Mutazioni nella lettura (27 maggio 2007) Leggere nel futuro della città (20 maggio 2007) Leggere il segreto di un inventore (13 maggio 2007) L'organizzazione da leggere (6 maggio 2007) La felicità di leggere (29 aprile 2007) La scommessa di leggere (22 aprile 2007) Leggere nel pensiero (15 aprile 2007) Leggere nella mente digitale (8 aprile 2007) Leggere nella rete (1 aprile 2007) Leggere gli effetti dell'autobiografia (25 marzo 2007) Leggere memi (18 marzo 2007) Leggere l'identità del reporter (11 marzo 2007) Leggere gli scenari (4 marzo 2007) Leggere di quelli che lavorano (25 febbraio 2007) Leggere dentro e fuori (18 febbraio 2007) Leggere parole chiave (11 febbraio 2007) Leggere appunti su ciò che non può essere scritto (4 febbraio 2007) Rileggere quello che va riletto (28 gennaio 2007) Leggere quello che gli amici hanno scritto (21 gennaio 2007) Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007) Leggere per viaggiare (7 gennaio 2007) Leggere per meditare (31 dicembre 2006) Leggere per citare (24 dicembre 2006) Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006) Leggere, leggerezza, legge (10 dicembre 2006) Leggere o non leggere (3 dicembre 2006) Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)
Tag: letture, libri, Christian Salmon, Stieg Larsson, Haruki Murakami
Scrivono di libri: Clelia Mazzini (Akatalēpsìa), Luisa Carrada (Il mestiere di scrivere), Stefania Mola (Squilibri), Ste (melodiainotturna), Ossimora (Antonia nella notte), Remo Bassini (Appunti), Seia Montanelli (Paese d'Ottobre), Renee (Book of the day), Mitì Vigliero (Placida Signora), Gian Paolo Serino (Satisfiction), Gattostanco, Gabriella Alù (Non solo Proust), Patrizia Bruce (Dimmi, cosa leggi?), Angèle Paoli (Terres del femmes), Alessio (L'Aleph). E... Vibrisse, Lipperatura, Litteratitudine. Wittgenstein, talvolta. E inoltre: Bottega di Lettura, Penna e mouse, Bookrepublic. La Frusta. Zam. Booksblog. E MilanoNera. E Sottotomo... BooksWebTv. Palagniac. Amalteo. Carmilla online. Antonio Genna.
Tag: bookblogging
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