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Giovedì, 15 gennaio 2009
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Giornali fondamentali Fondazione, rifondazione, fondamenta
Seth Godin (via Dario) si domanda: «Di che cosa avremmo nostalgia se i giornali dovessero veramente scomparire?»
Insomma: qual è la sostanza dei giornali?
Non la sezione sport o giardinaggio, dice Godin. Meglio online. Mhmm. Non la sezione editoriali, meglio i migliori blog. Mhmm. Certo, non la sezione previsioni del tempo.
Quello che resta dei giornali - e che ci dispiacerebbe se scomparisse secondo Godin - è forse la cronaca locale, le inchieste, la lettura intelligente delle notizie nazionali...
Questo significa che la sostanza dei giornali è il loro servizio alla comunità. Per fare da aggregatore delle persone che vivono in un territorio sulla base di istanze comuni (agenda) o per verificare la qualità del lavoro dei rappresentanti di quelle comunità (ricerca dei fatti).
Alla base di tutto questo, probabilmente, c'è una cultura da animare: una cultura profonda dell'informazione, per definire linee editoriali trasparenti, per approfondire l'interpretazione, per migliorare nella capacità di distinguere ciò che è importante da ciò che non lo è. Un lavoro culturale del quale chi fa informazione si deve ritrovare, con l'umiltà e l'entusiasmo del ricercatore.
I giornali non sono la loro carta. Sono le redazioni e lo spirito di servizio che le anima. Ma questo significa che dal punto di vista imprenditoriale, i giornali devono cambiare profondamente. I modelli di business, come nella musica, anche nelle news si devono innovare. Anche Godin cita il tema della filantropia che sostiene il servizio pubblico dei giornali. Oppure la qualità del lavoro dei giornalisti deve diventare tanto elevata da motivare l'acquisto delle notizie. (Dice Godin: «if we really care about the investigation and the analysis, we'll pay
for it one way or another. Maybe it's a public good, a non profit
function. Maybe a philanthropist puts up money for prizes. Maybe the
Woodward and Bernstein of 2017 make so much money from breaking a story
that it leads to a whole new generation of journalists»).
Questo è l'anno che in Italia sottoporrà a verifica i vecchi modelli dei giornali. La pubblicità che langue, i costi da tagliare, l'innovazione urgente. Sarà un anno di coraggio e visione? Oppure di crisi e avvitamento? La responsabilità sarà degli editori, ma anche dei giornalisti. Nel frattempo persone con lo spirito dei fondatori potranno fare vedere cose diverse. Gli italiani ne hanno bisogno.
Tag: giornali, informazione, media

12:09:27 PM
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