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Lunedì, 24 marzo 2008
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Pluralità singolare
Collaborazione e competizione convivono nella maggior parte degli ecosistemi. Ne emerge un certo equilibrio, ma non necessariamente attraverso un processo pacifico. Ci sono predatori e parassiti, specie che vivono in simbiosi e specie che competono per le stesse risorse.
Avremmo voluto, forse, un processo evolutivo meno conflittuale nell'ecosistema dell'informazione. Perché è fatto essenzialmente di persone. Ma non è apparentemente così. Anzi, l'evoluzione anche delle idee avviene come una successione di momenti pacifici e di momenti conflittuali. Il che è pienamente normale.
Ma noi dovremmo saper imparare. Una piattaforma può essere progettata per incentivare la collaborazione. Un'altra per incentivare la competizione. Lo scopo che ci si propone dovrebbe condurre a scegliere l'una o l'altra tensione. Sappiamo che una condizione pacifica tra le persone che si aggregano può andar bene per un'impresa costruttiva, ma può generare conformismo. E sappiamo che una condizione conflittuale può risultare distruttiva e sterile, oppure arricchire la diversità dell'insieme rendendolo più innovativo.
Nel mondo dei blog ci sono tutte queste tendenze insieme.
Mi pare però che qui la dinamica competitiva sia forte, perché il blog offre un'opportunità a chi lo voglia di esprimersi e mettersi in mostra. Il che alimenta la diversità e la creatività. Ma genera anche una certa litigiosità. Con frequenti problemi, sospetti e dietrologie. Che a loro volta possono produrre una condizione di sterilità rispetto a progetti collettivi.
D'altra parte, anche la dinamica collaborativa è forte tra i blog. Se non altro perché chiunque voglia essere attivo in questo "medium delle persone" ha bisogno di essere riconosciuto e linkato dagli altri, dunque deve a sua volta riconoscere e linkare gli altri. Per di più, la cultura fondamentale dei blogger è conversazionale. Dunque intrinsecamente rispettosa e generosa.
Probabimente, di solito la parte competitiva dei blogger convive con la parte collaborativa in modo relativamente equilibrato. Le conversazioni e le discussioni si autogestiscono in modo relativamente semplice. Il che avviene se nessuno emerge troppo o se chi emerge si pone al servizio degli altri senza sfruttare parassitariamente a proprio vantaggio il lavoro altrui.
Non troppo diverso è il caso dell'incontro tra blog e altre piattaforme o siti a loro rivolti (tipo Wikio, Technorati o BlogBabel...). Se questi siti emergono per la loro funzione di servizio, vengono accettati. Altrimenti, vengono rifiutati.
Ho l'impressione che però, quando questi siti funzionano in modo trasparente, algoritmico, stabile, meccanico, vengano accettati o rifiutati per la loro funzione d'uso. Quando questi siti appaiono invece più soggettivi e variabili nelle loro regole fondamentali, tendono a generare controversie maggiori, vagamente ideologiche. Quando sono più simili a comunità, con numerosi iscritti e personalità forti che le governano, possono attirare qualche forte opposizione e comunque devono cercare il consenso e lasciare tutti liberi di uscire se non sono d'accordo.
Molti coltivano qualche riserva su Google ma più o meno tutti in fondo l'accettano. Invece Facebook ha generato discussioni fortissime quando per esempio ha inserito un nuovo sistema per la diffusione della pubblicità, tanto che alcuni hanno scelto di cancellare la loro iscrizione.
Probabilmente, il caso di BlogBabel che è temporaneamente in crisi è frutto di qualche esagerazione (vedi un post precedente e i commenti). Sicuramente le persone coinvolte sapranno trovare una soluzione positiva. Ma la dinamica mi è sembrata istruttiva. Il servizio era generalmente apprezzatissimo per seguire le conversazioni (uno strumento per la collaborazione), molto meno unanime invece il giudizio sulla classifica (un incentivo alla competizione). Credo, che le critiche fossero alimentate soprattutto dal fatto che la classifica non puntava su un algoritmo stabile, ma su un insieme di parametri che cambiavano nel tempo per decisione dei fondatori del servizio: il che dava l'impressione che la classifica dovesse rappresentare la cultura di una comunità più che misurare la competitività dei blog in modo definito una volta per tutte. Ovvio che questo moltiplicasse le probabilità di disaccordo e che qualcuno volesse starne fuori.
Credo che il servizio riprenderà presto, magari su nuove basi. La sua utilità per facilitare le conversazioni è indubbia. Non ho chiamato Ludo per non disturbarlo nelle sue riflessioni. Vedremo dove lo porteranno.
Nel frattempo ho letto: Napolux, Dario, iSw4n. Altri interventi su... Wikio.
7:40:41 PM
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Pare che la Jp Morgan stia alzando il prezzo dell'acquisizione della Bear Stearns. Da due a dieci dollari per azione.
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