Luca De Biase
An Italian journalist writes about what's happening in his funny country:
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Domenica, 18 novembre 2007
 

Kindle. Amazon e il nuovo libro elettronico

Oggi ho ricevuto una mail da Diego Piacentini. Mi ha segnalato semplicemente un articolo. Questo. Ne ho parlato su Nòva100. Ma continuo a pensarci, perché la notizia non basta. C'è qualcosa nel libro elettronico di attraente e respingente. Perché? Un passaggio dell'articolo di Newsweek può aiutare a capire l'ambiguità della situazione.
While those who take fetishlike pleasure in physical books may resist the notion, that vanishing act is what makes electronic reading devices into viable competitors to the printed page: a subsuming connection to the author that is really the basis of our book passion. "I've actually asked myself, 'Why do I love these physical objects?' " says Bezos. " 'Why do I love the smell of glue and ink?' The answer is that I associate that smell with all those worlds I have been transported to. What we love is the words and ideas."
Leggevo l'Economist ieri e mi sono imbattuto nella recensione a "How to talk about books you haven't read", un libro di Pierre Bayard. L'autore classifica i libri non letti in quattro categorie: i libri che non conosco, i libri visti e rifiutati, i libri dei quali ho sentito parlare, i libri dimenticati. Su questa base descrive le situazioni sociali durante le quali capita di dover parlare di libri non letti. E termina fornendo consigli su come condurre questo genere di conversazioni: evitare assolutamente di provare vergogna nel parlare di libri non letti, coltivare il coraggio di sostenere le proprie idee in materia, puntare a ricreare il libro secondo il proprio punto di vista per imporre una direzione alla conversazione evitando che sia dettata da ciò che non si sa perché non si è letto. Il che è coerente con l'idea che la lettura non sia che una continua reinvenzione della scrittura: dunque perché non può esserlo la "non lettura"? Il commento della giornalista che ha recensito il libro è molto bello.
Your reviewer's mind wandered, as she explored ways of not reading this book. Surely, she thought, books are like people, whe can be unknown to us, or heard of, or "skimmed" (perhaps met) or forgotten, but never truly known? But that is to leave out love - for people and for books.
Già. L'incontro con un libro che si ama può apparire simile all'incontro con una persona. Non necessariamente l'autore: anzi, spesso l'autore è distinto dal libro, è la storia che si ricorda, sono le parole, la forma, l'oggetto. Il libro ha una vita indipendente da quella dell'autore. Anche perché spesso il libro è stato letto dopo essere stato suggerito da una persona cara o stimata. Intendiamoci: si leggono tanti libri perché sono stati scritti da un particolare autore, con una biografia che si rispetta o che interessa. Ma più spesso si continuano a leggere i libri di un autore non tanto pensando alla persona dell'autore, quanto alla serie dei libri che portano la sua firma. In ogni caso, l'incontro con un libro che non si ama è del tutto impersonale. E' il caso più frequente: ed è il caso in cui contano le idee più che il libro in se e per se.

Il mondo dei libri elettronici avrà sicuramente la forma descritta da Bezos: un mondo di idee che circolano indipendentemente dall'oggetto editoriale che le contiene. Per i libri da vivere in modo impersonale non ci saranno problemi. Ma perché ci sia amore per i libri elettronici - una volta perduta la loro fisicità - occorre che essi siano fatti in modo da coinvolgere di più la persona degli autori e la comunità dei lettori.

Per questo il tentativo di Amazon può essere migliore dei precedenti: la sua è già una comunità di lettori attiva online. La connessione con i blog è altrettanto importante. Anche se forse occorre ancora tempo perché tutto questo assuma una struttura completamente soddisfacente: non ne abbiamo ancora fatto l'esperienza.

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